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SABATO 24 OTTOBRE 2020 CONVEGNO SPORT FISCOFACILE

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Tags: CONVEGNOFISCOFACILENOPROFITCONI2.0
SABATO 24 OTTOBRE 2020 CONVEGNO SPORT FISCOFACILE
Gentile ASD/SSD,
abbiamo il piacere di invitarvi il giorno 24/10/2020 presso via Pio X, 50 san Vendemiano (TV)
L’incontro è indirizzato a tutte le ASD/SSD della Provincia di Treviso e del territorio Veneto-Friulano, e verterà principalmente sui seguenti punti:
Iniozio ore 15,00
• Registro CONI 2.0
• Approfondimento in materia fiscale e amministrativa per le Associazioni no profit
• EPS Enti di Promozione Sportiva
• Attività sportiva e didattica
• Formazione giudici di gara
• Gare di ballo danze sportive
• Forum domande pubblico
ore 16,30
• Consulenza privata gratuita
Vi invitiamo a partecipare numerosi data l’importanza del progetto e delle informazioni in materia fiscale/amministrativa. L’incontro è completamente gratuito
👉prenota online:
https://www.msptreviso.it/convegno-sport-fiscofacile.html




SPORTELLO FISCONLINE - DECRETO CURA ITALIA

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Tags: DECRETOCURAITALIA
Gentili ASD/SSD affiliati MSP Treviso,
abbiamo il piacere di invitarvi il giorno 31/03/2020 alla video conferenza per informazioni sul decreto cura Italia:

SPORTELLO FISCONLINE MSP TREVISO

L’incontro è indirizzato a tutte le ASD/SSD e verterà principalmente sui seguenti punti:

--------------INIZIO---------------
  • Informazioni generali sul decreto cura Italia
ore 17,00-17,40
  • Pausa 10 minuti
ore 17,50-18,30
  • Domande dei partecipanti
--------------FINE-----------------

  • Consulenza privata gratuita da concordare con il relatore

Vi invitiamo a partecipare numerosi data l’importanza.
L’incontro è completamente gratuito con l’obbligo della prenotazione online al seguente link:





ISPETTORATO DEL LAVORO

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Ispettorato del Lavoro avvia le verifiche sulle collaborazioni sportive?
Argomento poco trattato, del quale spesso ci si dilunga solo in discussioni senza conclusioni. E’ giunto il momento di ribadire un punto indispensabile per ogni ASD o SSD: i collaboratori sportivi incaricati nelle organizzazioni no profit con finalità sportive devono essere in possesso di un titolo abilitativo.

Non sarebbe una novità…
Ne abbiamo scritto più volte, ad esempio in questi articoli (link1 e link2), suscitando alcune osservazioni critiche. Quest’oggi torniamo sul tema richiamando l’orientamento ufficiale dell’Ispettorato del Lavoro che, il 1° dicembre 2016,ha emanato la circolare 1/2016, con oggetto “società ed associazioni sportive dilettantistiche – vigilanza – indicazioni operative“, con l’obiettivo di stabilire definitivamente chi può erogare e chi può percepire i compensi di cui all’art. 67 del TUIR.

La circolare apre riportando la necessità di un intervento chiarificatore dovuto a due fattori principali:

abuso nell’utilizzo della norma;
pronunce, in sede amministrativa e giurisprudenziale, contraddittorie tra loro;
Iniziando dalle indicazioni date dal Ministero del lavoro con nota del 21 febbraio 2014 prot. n. 4036, l’Ispettorato ricorda che la collaborazione sportiva è regolata da una normativa speciale, volta a facilitare la pratica dello sport con tutti i conseguenti effetti benefici sulla società, con unici riferimenti normativi nell’art. 90 della L. n. 289/2002 e ss. modificazioni, nel D.L. n. 136/2004 (conv. da L. n. 186/2004), nell’art.67, comma 1 lett. m), del TUIR, nonché nel D.Lgs. n. 81/2015.

La circolare, dopo aver ripercorso eventi normativi e giurisprudenziali, conclude con queste indicazioni: l’applicazione della norma dei “compensi sportivi” che riconduce tra i redditi diversi le indennità erogate ai collaboratori, in soglia esente da tassazione fino ad euro 10.000, è consentita solo al verificarsi delle seguenti condizioni:

il soggetto erogante, (associazione/società sportiva dilettantistica) sia regolarmente riconosciuta dal CONI attraverso l’iscrizione nel registro delle società sportive;
il soggetto percettore deve svolgere mansioni rientranti tra quelle necessarie per lo svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche, così come regolamentate dalle singole federazioni. Rientrano in questo elenco le prestazioni rese per la partecipazione a gare e/o manifestazioni sportive, ma anche tutte quelle relative alla formazione, didattica, preparazione e di assistenza intese nell’accezione più ampia del termine attività sportiva (allenatori, tecnici, assistenti vari, addetti segreteria ecc ecc).
Il documento si chiude con l’indicazione nei confronti di tutto il personale ispettivo di tener conto di questi punti, ricordando che le indispensabili <<qualifiche acquisite dai singoli soggetti attraverso appositi corsi di formazione promossi dalle singole federazioni, nonché la loro iscrizione in albi o elenchi tenuti dalle Federazioni o dal Coni attestanti la capacità di esercitare determinate attività di formazione, non possono essere considerati di per sé elementi per ricondurre i redditi percepiti da tali soggetti tra quelli aventi “natura professionale”>>.

Cosa significa per tutti gli istruttori sportivi?
Una attenta e corretta comprensione della circolare dovrebbe aver già dato la soluzione!

Per essere pagati con il comodo e semplice compenso sportivo, esente da tassazione fino a 10mila euro, bisogna che l’attività sia svolta nei confronti di ASD o SSD affiliate CONI, svolgendo mansioni utili alla pratica di sport dilettantistici, previo possesso di un titolo abilitativo rilasciato dagli enti sportivi (Federazioni, Discipline, Enti di Promozione).

La mancanza di uno di questi aspetti comporta la violazione delle legge e le relative sanzioni per lavoro nero in caso di controlli.

ATTENZIONE: da gennaio 2019 è scattato l’accordo tra CONI ed organi controllori (AdE, GdF, NIL…) per poter effettuare controlli diretti sul Registro 2.0. Attraverso la piattaforma Serpico, con pochi click del mouse, si faranno i raffronti tra Certificazioni Uniche ed elenchi tecnici sportivi.




I VANTAGGI DI ESSERE UNA ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA

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Tags: VantaggiassociazioneASD
Registro Nazionale CONI delle Associazioni e Società Sportive dilettantistiche
Il Registro CONI, istituito dal Consiglio Nazionale del CONI nel 2005, ha come scopo "il
riconoscimento di finalità sportiva" alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche.
Al registro CONI si possono iscrivere le A.S.D. i cui statuti, oltre ai requisiti richiesti dall’art. 90
delle Legge 27/12/2002 n. 289 e successive modificazioni, prevedono l’obbligo di conformarsi alle
direttive CONI e delle Federazioni Sportive Nazionali o delle Discipline Sportive Associate o degli
Enti di Promozione Sportiva, in sigla rispettivamente FSN / DSA / EPS, cui sono affiliate.
Le associazioni/società iscritte al Registro saranno inserite nell'elenco che il CONI, ogni anno,
deve trasmettere ai sensi della normativa vigente, al Ministero delle Finanze - Agenzia delle
Entrate.
Le società che vogliono essere inserite nel registro nazionale CONI, devono essere necessariamente
affiliate ad una FSN / DSA / EPS.
I vantaggi di essere inseriti nel registro CONI e di essere riconosciuti come A.S.D. sono brevemente
riassunti di seguito:
- L'associazione affiliata e iscritta al registro Coni, rispettando ovviamente le norme in materia
fiscale e legislativa, non è considerata soggetto commerciale. Quindi non deve versare tasse o
imposte di reddito.
- L'associazione affiliata può corrispondere ai propri collaboratori fino a un massimo di 7.500,00
euro annuali per le prestazioni ricevute, senza dover pagare IVA o imposta sul reddito (Legge
289 del 27/12/2002 Art. 90 Comma 3 lettera B e successive modifiche e integrazioni).
- L'azienda commerciale che eroga contributi (intesi quali spese pubblicitarie o promozionali atte
a promuovere i propri prodotti) a favore di queste associazioni, può scaricarsi dalla
dichiarazione dei redditi fino a un massimo di 200.000,00 euro. Questa norma permette alle
associazioni affiliate di reperire più facilmente contributi per la pubblicità.
- La legge prevede che la gestione di impianti e aree sportive deve essere consentita in via
preferenziale a questo tipo di associazioni.
- Gli impianti scolastici quando non utilizzati dall'Istituto scolastico, devono essere messi a
disposizione di questo tipo di associazioni.
- Gli iscritti al registro, possono accedere ai contributi pubblici, proveniente da regioni, province
e comuni, per attività sportiva; questo privilegio è riservato alle associazioni affiliate ad
organismi riconosciuti, come il nostro.
- I dipendenti pubblici possono prestare la loro opera, purché a titolo gratuito e fuori dagli orari
di lavoro in una associazione di questo tipo.
- Se l'associazione affiliata possiede solo il codice fiscale, è esonerata da qualsiasi tipo di tenuta
contabilità, è sufficiente un rendiconto delle entrare e uscite, senza dover effettuare alcuna
dichiarazione.
- Se l'associazione affiliata possiede anche la partiva iva, può optare per la soluzione fiscale
prevista dalla L. 398/91 che permette di trattenere il 50% dell'iva che invece dovrebbe versare
allo Stato.
- Questo tipo di associazione può avere proventi commerciali fino a 250.000,00 euro, e mantiene
i requisiti di non commerciabilità.
- Questo tipo di associazione, per quanto riguarda l'IRES (Imposta sul Reddito delle Società)
ottiene la riduzione al 3% della redditività. Es.: su 10.000,00 euro di entrate commerciali, versa
solo 99,00 euro di imposte.
- Le associazioni affiliate non sono assoggettate alla ritenuta del 4%, per i contributi da enti
pubblici.
- Possono vendere anche a terzi le loro pubblicazioni, senza che questa divenga attività
commerciale.
- Possono organizzare viaggi e soggiorni, senza che questa divenga attività commerciale.
- Possono somministrare alimenti e bevande, senza che questa divenga attività commerciale.
- Le associazioni affiliate usufruiscono delle riduzioni SIAE.
- Le imposte sui premi e sulle vincete non sono dovute, fino ad un ammontare di 7.500,00 euro.
- L'imposta comunale non è dovuta per targhe o simili che indicano la sede sociale.
- L'imposta comunale sulla pubblicità non è dovuta per distribuzione di volantini, depliants,
brochure, ecc. distribuiti a cura dell'associazione.
- Riduzione del 50% dell'imposta comunale sulla pubblicità per materiale distribuito o affisso
contenente pubblicità di terze aziende.
- Riduzione delle imposte sul consumo del Gas Metano per il riscaldamento impianti sportivi e
luoghi amministrativi.
- Esonero del pagamento ICI per la sede sociale (varia da comune a comune).
- Il circolo affiliato non è un esercizio pubblico. Pertanto non è soggetto alle restrizioni o
limitazioni degli esercizi pubblici. La sua attività deve essere rivolta esclusivamente agli
associati che siano tali con una anzianità di almeno 60 giorni (solo in alcuni casi).
- Il circolo affiliato può svolgere tutte le attività culturali, assistenziali, ricreative, turistiche,
sportive, spettacolo, musicale, trattenimento, ecc. che ritiene di praticare, purché nei limiti
imposti dalle normative, nel rispetto delle leggi, dello statuto e dei regolamenti del MSP Italia.
- Il circolo affiliato può ottenere il nulla osta per lo spaccio di bevande e generi alimentari
(preconfezionati) con una semplice denunzia di inizio attività al comune dove è ubicato il
circolo.
- Non è richiesta l'iscrizione al registro Esercenti del Commercio (REC).
- Il circolo affiliato è derogato dal divieto di organizzare lotterie, tombole, pesche di beneficenza,
riffe o altre manifestazioni aventi carattere di raccolta fondi.




DIPLOMI Sì,MA QUALI SONO VALIDI?

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Tags: Diplomimaqualisonovalidi?MspItaliaConi
Facciamo chiarezza sugli organismi che possono rilasciare un diploma di istruttore o tecnico sportivo che abbia un riconoscimento legale ed anche su quali siano le discipline e le formazioni che rendono valido il diploma.
E' importante ricordare che un diploma NON HA NESSUN VALORE non solo se viene rilasciato da strutture NON riconosciute dal CONI, ma anche se la materia della formazione NON fa parte delle discipline sportive riconosciute dal CONI.
Chi può rilasciare dei diplomi validi?
I diplomi per istruttore qualificato sono solo quelli rilasciati dalla Regione, o dalle Federazioni Nazionali o Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI.
Tali diplomi, per avere validità legale, devono essere emessi direttamente dagli Enti o dalle Federazioni riconosciute CONI.
Gli Enti e le Federazioni non riconosciute, oppure le associazioni, anche se affiliate ad Enti o Federazioni riconosciute dal CONI, NON POSSONO rilasciare attestati di formazione sportiva che abbiano un valore legale certificabile.
Possono, invece, rilasciare diplomi ed attestati che hanno valore all'interno dell'associazione stessa in cui vengono conseguiti.
Quali sono i diplomi validi?
Oltre ad essere stati emessi da Enti e Federazioni riconosciute dal CONI, i diplomi, per avere una validità legale riconosciuta, devono rientrare nelle discipline sportive riconosciute dal CONI.
Per verificare la validità di un corso di formazione è sufficiente collegarsi al sito del CONI e verificare:
1) se il promotore del corso è un Ente eps o una Federazione riconosciuti.




PIU' AFFILIAZIONE? ECCO UN ESEMPIO

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Tags: Piùaffiliazionieccounesempio
Ad esempio una società di calcio può allo stesso tempo avere una squadra dilettante partecipante ai campionati FIGC, una squadra partecipante ai campionati MSP Italia e una squadra partecipante ai campionati CSI; es. una Polisportiva potrà ad esempio partecipare al campionato di Padel con MSP Italia e al campionato di Judo col CSI). Requisito fondamentale resta il fatto che per ogni affiliazione debba corrispondere un’iscrizione al Registro CONI univoca, quindi ogni organismo presso cui un’Associazione e Società si affili, dovrà ripetere la procedura per l’ottenimento di un diverso numero d’iscrizione al Registro (es.1 una affiliazione = un numero di iscrizione al Registro CONI; es.2 tre affiliazioni = tre numeri d’iscrizione al Registro CONI). Naturalmente oltre alle sopracitate ragioni, legate a motivi sportivi o strettamente fiscali, legali e burocratici, cosa vuole dire affiliarsi a un Organismo? Affiliarsi vuol dire accettare le norme e i regolamenti di tale Organismo, ma soprattutto vuol dire condividerne gli ideali e le finalità, un particolarità che non può essere certo dimenticata.



RICEVUTE EMESSE DA ASSOCIAZIONI

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Tags: Ricevuteemessedaassociazioni
L'attività istituzionale delle associazioni è non commerciale, se inerente agli scopi associativi e svolta verso i soci. Quindi è attività istituzionale, ad esempio, l'attività culturale svolta da un'associazione culturale, l'attività sportiva svolta da una ASD, l'attività socio-sanitaria svolta da una onlus. I corrispettivi che l'ente riceve dai soci per tali attività non sono soggetti a tassazione e sono esenti anche da IVA.

Nel ricevere questi corrispettivi l'associazione dovrà rilasciare solo una ricevuta non fiscale. Modelli di queste ricevute si vendono a blocchetti in qualsiasi negozio di materiale per ufficio. La ricevuta dovrà riportare la denominazione, i dati e il codice fiscale dell'associazione, la data, la causale, la somma ricevuta, il nome del socio che paga, la firma del responsabile dell'associazione che compila la ricevuta. Ricordiamo ancora che non si tratta di una fattura, ma di una semplice ricevuta.
Le ricevute dovranno essere conservate presso la sede dell'associazione. Conservare le ricevute sarà inoltre utile per compilare il bilancio di fine anno, che dovrà riportare le voci di entrate e di spese dell'associazione.
Nel caso l'associazione svolga anche attività commerciale, ad esempio attività a pagamento verso terzi non soci, per i corrispettivi ricevuti da tale attività dovrà emettere fattura e quindi essere titolare di una Partita Iva.



REGISTRO CONI 2.0 UN ANNO DI CAMBIAMENTI

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Tags: RegistroConi2.0aggiornamenti
Con questa guida indichiamo quali sono i requisiti per le associazioni e Comitati periferici previsti dalla delibera CN n° 1574/2017.

Di Dott.ssa Alessandra Caligaris – Segretaria nazionale MSP Italia.

Il 2019 sarà un anno di moltissimi cambiamenti non solo per le associazioni, ma anche per i nostri comitati periferici, infatti ci saranno ulteriori obblighi a cui ottemperare.

Per far ciò la Segreteria Nazionale già si sta muovendo al fine di rendere più agevole al trapasso al registro 2.0 per questo verranno inviate costanti comunicazioni a tutte le nostre strutture per mettersi in regola, il tutto dovrà avvenire entro il 31/12/2018
Per questo è importante che per ogni società o associazione affiliata vengano verificati i requisiti previsti dalla delibera CN n° 157/2017 e quindi che l’anagrafica
Tesseramento degli atleti
Almeno 10 atleti totali
Per ogni singolo tesserato il programma procederà al controllo del codice fiscale, quindi per tutti gli stranieri è necessario che gli stessi siano in possesso di una anagrafica fiscale .esistente
Documentazione dell’associazione in regola
Atto costitutivo e statuto (stessa registrazione dell’Agenzia delle Entrate) obbligatorio
Statuto (registrazione diversa da quella dell’atto costitutivo ) obbligatorio se non inserito nell’Atto Costitutivo e diverso caricato nell’atto costitutivo.



CERTIFICATO MEDICO? NOVITA!

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Tags: cetificatimediciasd
Facciamo un poco di chiarezza sui certificati medici nelle ASD.
Nessun certificato da 0 a 6 anni
Esclusi da certificazione i bimbi fino a 6 anni! Novità dell’ultim’ora voluta dal ministro della Salute, di concerto con il Ministro dello Sport, con il Decreto datato 28 febbraio 2018, che indica precisamente che «Non sono sottoposti ad obbligo di certificazione medica, per l’esercizio dell’attività sportiva in età prescolare, i bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, ad eccezione dei casi specifici indicati dal pediatra».
Il decreto nasce da una richiesta della Federazione Italiana dei Medici Pediatri (F.I.M.P.), la quale ritiene che in per soggetti il certificato medico sia un onere evitabile e che, pertanto, la abolizione dell’obbligo favorisca la promozione dell’attività fisica ed un risparmio economico per i cittadini e per lo Stato Italiano.
Considerando che i bambini in età prescolare sono già sottoposti a costanti controlli e periodici bilanci di salute da parte del pediatra di famiglia, li si considera idonei all’attività fisica salvo casi particolari che sono già ampiamente noti al pediatra di libera scelta.
Le disposizioni del CONI
Il Comitato Olimpico Nazionale, in ottemperanza a quanto previsto dal Ministero della Salute, ha emanato il 10 giugno 2016, una circolare con le indicazioni necessarie ad unificare la normativa delle certificazioni mediche (qui il documento) Queste regole devono essere seguite dalle Federazioni Sportive Nazionali, dalle Discipline Sportive Associate e dagli Enti di Promozione Sportiva ed a cascata tutte le ASD.
Nello specifico la circolare del CONI ha creato tre categorie ognuna legata ad una specifica certificazione:
a) tesserati che svolgono attività sportive regolamentate, obbligati a certificazione agonistica o non secondo quanto deciso dall’ente a cui si è affilati.
b) tesserati che svolgono attività sportive che non comportano impegno fisico, dove il certificato è solo raccomandato per quelle attività messe in apposito elenco (quali il Tiro, Bridge, Dama, Scacchi ed altre a ridotto impatto fisico);
c) tesserati che non svolgono alcuna attività sportiva, che non necessitano di alcun certificato perché definiti “non praticanti” ed inseriti in apposita categoria della FSN, DSA, EPS.
Dopo questa lunga spiegazione dell’intricato mondo dei certificati, veniamo alle nostre indicazioni
Riassumendo la storia, ogni ASD deve verificare tramite la Federazione, DSA o EPS quale sia il giusto certificato da richiedere ai propri soci basandosi su questi principi:
1. Atleta agonista: se pratica attività ad un livello che la FSN, DSA, EPS di appartenenza abbia definito di alto agonismo ed impegno fisico. Deve dotarsi del certificato per sport agonistico rilasciato da un medico dello sport.
2. Sportivo non agonista: se l’attività a cui prende parte non rientra nell’agonismo. In questa categoria rientrano tutti coloro che prendono parte a corsi non finalizzati alla competizione, lo sport fatto a livello ricreativo, per il proprio piacere personale. Si rientra in questa categoria se si è tesserati a FSN, DSA, EPS. In questo caso è necessario il certificato “di sana e robusta costituzione”.
3. Ludico-sportivo: in questa categoria rientrano tutte le persone che fanno sport per diletto e svago, senza essere tesserati ad alcun organismo o rientranti nella categoria “non praticanti”, se prevista dall’ente ai cui si è tesserati. Non è necessario alcun certificato medico.




TERZO SETTORE: le novità per ASD

Pubblicato da in BUROCRAZIA asd/ssd/circoli ·
Tags: TerzoSettore:lenovitàperleASD
ASD, ETS, SSD, SSDL: certamente il legislatore italiano non pecca nell'utilizzo degli acronimi, ormai inseriti quasi sempre direttamente nei testi legislativi originari.
E noi, sportivi dilettanti, ne sappiamo qualcosa...
Praticità d'uso? Necessità di semplificare quelle che sono in realtà norme complicate anche per un giurista?
A ognuno di voi la risposta, sta di fatto che la recente riforma del "Terzo Settore" il cui impianto normativo è entrato in vigore ad agosto 2017 ma la cui concreta applicazione è subordinata all'emanazione di circa trenta decreti ministeriali non ha fatto altro che confermare l'abitudine italica del "complicare per semplificare".
Nata per creare una sorta di armonizzazione del variegato mondo del cosidetto "Terzo Settore" la riforma si è caratterizzata per l'emanazione di un Codice di norme uniformi per tutti gli enti, abrogative di singoli impianti come quello della legge sul volontariato e quello sulle associzioni di promozione sociale o dell'impresa sociale.
Ha salvaguardato (guarda caso) le norme in vigore per la disciplina dello svolgimento in forma associata dell'attività sportiva dilettantistica.
Non è stata prevista infatti una categoria specifica di ETS (Enti del Terzo Settore) svolgenti attività sportiva.
Ma come, direte voi, non facciamo parte del cosidetto "Terzo Settore"?
Certo che si: le associazioni sportive potranno sempre rientrare nella categoria delle attività di "interesse generale" aventi valenza sociale e richiedere l'iscrizione al futuro Registro Nazionale del Terzo Settore la cui costituzione è prevista intorno al mese di febbraio 2019.
Ma cosa comporta la decisione di entrarci o meno? E cosa ne sarà delle tante associazioni sportive che hanno partita IVA e che operano fiscalmente con la famosa legge numero 398 del 1991 che prevede come molti di voi sanno un regime a forfait molto favorevole?
Ne parliamo con il dott. Massimiliano Froso, commercialista in Genova ed esperto di non profit e associazionismo sportivo.
- Sarà obbligatorio per le Associazioni Sportive Dilettantistiche iscriversi al nuovo Registro Nazionale del Terzo Settore ?
- "No, non è un obbligo al momento attuale - risponde il commercialista - in quanto le norme che disciplinano questo tipo di organizzazione rimangono in vigore. Il discorso cambia se la ASD è anche Associazione di Promozione Sociale (APS), in tal caso se vuole continuare ad essere considerata APS e godere delle agevolazioni tributarie deve iscriversi".
- In breve se ci si vorrà iscrivere cosa occorre fare?
- "Innanzitutto programmare una revisione degli Statuti adeguandoli alle norme del nuovo Codice, revisione che sarà possibile con registrazione degli stessi in esenzione da imposte di registro se ci si adegua entro febbraio 2019. Poi aggiornare i propro schemi di bilancio in relazione a quelli che saranno individuati dai decreti ministeriali in quanto gli stessi dovranno essere annualmente depositati al Registro"
- Uno dei grandi vantaggi della legge in vigore prima della riforma per le ASD riguarda il trattamento fiscale dei compensi per gli istruttori o i tecnici o comunque per gli addetti direttamente all'attività sportiva dilettantistica. Rimarrà in vigore anche per le ASD che diventano anche ETS?
- "Al momento - risponde il dott. Froso - il grande vantaggio della esenzione da imposte sino a 10.000 euro annui (dal 1 gennaio 2018) non è cosi sicuro che rimanga in piedi se ci si iscrive al Registro. Attendiamo chiarimenti."
- Di primo acchito ci pare che poi non ci sia tutta questa convenienza a diventare ETS....
- "Si al momento in effetti pare proprio cosi per le ASD...anche perchè se non cambiano le norme gli ETS avranno dei parametri rigidi per le retribuzioni del personale dipendente e dei prestatori di lavoro autonomo, parametri che adesso le ASD non applicano"
- Se si diventa ETS si dovrà continuare ad essere iscritti al Registro del CONI?
- "Certamente si"
- Arriviamo alla Legge 398 del 1991, quella che molte associazioni sportive con partita IVA applicano al proprio fatturato annuo. Rimane in vita?
- "Si, rimane in vita ma solo per le ASD che non diventeranno ETS. Gli ETS con partita IVA avranno infatti un regime fiscale, sempre forfettario, meno vantaggioso rispetto a quello previsto dalla legge 398 del 1991"
- Un ETS che presenta un bilancio annuo per piu' anni consecutivi con maggiori entrate da attività commerciali (fatturato) rispetto a quelle legate alle attività sportive può vedere contestata la natura non profit della propria mission. E per le ASD?
- "Fortunatamente - risponde il dott. Froso - le ASD sono tra i pochi soggetti che non sono destinatari di questa norma e possono continuare ad avere introiti da attività commerciali ben maggiori rispetto a quelli connessi direttamente all'attività sportiva come quote di iscrizione, contributi per i corsi sportivi ecc....".
- Infine un cenno alle nuovissime Società Sportive Dilettantistiche Lucrative.
- "Si è una novità importante perche anche se è vero che da qualche anno esisteva già la possibilità di svolgere attività sportiva con una forma giuridica di società di capitali (quindi a scopo di lucro) solo dal 1 gennaio 2018 viene prevista la costituzione di una forma di società che in tutto e per tutto gode dei vantaggi delle ASD ma con una responsabilità diversa dei soci/amministratori e con una disciplina giuridica tipica delle società di capitali (scopo di lucro ad esempio e controllo del capitale societario). Rimane l'iscrizione al Registro CONI e la possibilità di applicare la normativa tributaria di favore prevista per le ASD".



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