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I VANTAGGI DI ESSERE UNA ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA

Pubblicato da in BUROCRAZIA asd/ssd/circoli ·
Tags: VantaggiassociazioneASD
Registro Nazionale CONI delle Associazioni e Società Sportive dilettantistiche
Il Registro CONI, istituito dal Consiglio Nazionale del CONI nel 2005, ha come scopo "il
riconoscimento di finalità sportiva" alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche.
Al registro CONI si possono iscrivere le A.S.D. i cui statuti, oltre ai requisiti richiesti dall’art. 90
delle Legge 27/12/2002 n. 289 e successive modificazioni, prevedono l’obbligo di conformarsi alle
direttive CONI e delle Federazioni Sportive Nazionali o delle Discipline Sportive Associate o degli
Enti di Promozione Sportiva, in sigla rispettivamente FSN / DSA / EPS, cui sono affiliate.
Le associazioni/società iscritte al Registro saranno inserite nell'elenco che il CONI, ogni anno,
deve trasmettere ai sensi della normativa vigente, al Ministero delle Finanze - Agenzia delle
Entrate.
Le società che vogliono essere inserite nel registro nazionale CONI, devono essere necessariamente
affiliate ad una FSN / DSA / EPS.
I vantaggi di essere inseriti nel registro CONI e di essere riconosciuti come A.S.D. sono brevemente
riassunti di seguito:
- L'associazione affiliata e iscritta al registro Coni, rispettando ovviamente le norme in materia
fiscale e legislativa, non è considerata soggetto commerciale. Quindi non deve versare tasse o
imposte di reddito.
- L'associazione affiliata può corrispondere ai propri collaboratori fino a un massimo di 7.500,00
euro annuali per le prestazioni ricevute, senza dover pagare IVA o imposta sul reddito (Legge
289 del 27/12/2002 Art. 90 Comma 3 lettera B e successive modifiche e integrazioni).
- L'azienda commerciale che eroga contributi (intesi quali spese pubblicitarie o promozionali atte
a promuovere i propri prodotti) a favore di queste associazioni, può scaricarsi dalla
dichiarazione dei redditi fino a un massimo di 200.000,00 euro. Questa norma permette alle
associazioni affiliate di reperire più facilmente contributi per la pubblicità.
- La legge prevede che la gestione di impianti e aree sportive deve essere consentita in via
preferenziale a questo tipo di associazioni.
- Gli impianti scolastici quando non utilizzati dall'Istituto scolastico, devono essere messi a
disposizione di questo tipo di associazioni.
- Gli iscritti al registro, possono accedere ai contributi pubblici, proveniente da regioni, province
e comuni, per attività sportiva; questo privilegio è riservato alle associazioni affiliate ad
organismi riconosciuti, come il nostro.
- I dipendenti pubblici possono prestare la loro opera, purché a titolo gratuito e fuori dagli orari
di lavoro in una associazione di questo tipo.
- Se l'associazione affiliata possiede solo il codice fiscale, è esonerata da qualsiasi tipo di tenuta
contabilità, è sufficiente un rendiconto delle entrare e uscite, senza dover effettuare alcuna
dichiarazione.
- Se l'associazione affiliata possiede anche la partiva iva, può optare per la soluzione fiscale
prevista dalla L. 398/91 che permette di trattenere il 50% dell'iva che invece dovrebbe versare
allo Stato.
- Questo tipo di associazione può avere proventi commerciali fino a 250.000,00 euro, e mantiene
i requisiti di non commerciabilità.
- Questo tipo di associazione, per quanto riguarda l'IRES (Imposta sul Reddito delle Società)
ottiene la riduzione al 3% della redditività. Es.: su 10.000,00 euro di entrate commerciali, versa
solo 99,00 euro di imposte.
- Le associazioni affiliate non sono assoggettate alla ritenuta del 4%, per i contributi da enti
pubblici.
- Possono vendere anche a terzi le loro pubblicazioni, senza che questa divenga attività
commerciale.
- Possono organizzare viaggi e soggiorni, senza che questa divenga attività commerciale.
- Possono somministrare alimenti e bevande, senza che questa divenga attività commerciale.
- Le associazioni affiliate usufruiscono delle riduzioni SIAE.
- Le imposte sui premi e sulle vincete non sono dovute, fino ad un ammontare di 7.500,00 euro.
- L'imposta comunale non è dovuta per targhe o simili che indicano la sede sociale.
- L'imposta comunale sulla pubblicità non è dovuta per distribuzione di volantini, depliants,
brochure, ecc. distribuiti a cura dell'associazione.
- Riduzione del 50% dell'imposta comunale sulla pubblicità per materiale distribuito o affisso
contenente pubblicità di terze aziende.
- Riduzione delle imposte sul consumo del Gas Metano per il riscaldamento impianti sportivi e
luoghi amministrativi.
- Esonero del pagamento ICI per la sede sociale (varia da comune a comune).
- Il circolo affiliato non è un esercizio pubblico. Pertanto non è soggetto alle restrizioni o
limitazioni degli esercizi pubblici. La sua attività deve essere rivolta esclusivamente agli
associati che siano tali con una anzianità di almeno 60 giorni (solo in alcuni casi).
- Il circolo affiliato può svolgere tutte le attività culturali, assistenziali, ricreative, turistiche,
sportive, spettacolo, musicale, trattenimento, ecc. che ritiene di praticare, purché nei limiti
imposti dalle normative, nel rispetto delle leggi, dello statuto e dei regolamenti del MSP Italia.
- Il circolo affiliato può ottenere il nulla osta per lo spaccio di bevande e generi alimentari
(preconfezionati) con una semplice denunzia di inizio attività al comune dove è ubicato il
circolo.
- Non è richiesta l'iscrizione al registro Esercenti del Commercio (REC).
- Il circolo affiliato è derogato dal divieto di organizzare lotterie, tombole, pesche di beneficenza,
riffe o altre manifestazioni aventi carattere di raccolta fondi.




TERZO SETTORE: le novità per ASD

Pubblicato da in BUROCRAZIA asd/ssd/circoli ·
Tags: TerzoSettore:lenovitàperleASD
ASD, ETS, SSD, SSDL: certamente il legislatore italiano non pecca nell'utilizzo degli acronimi, ormai inseriti quasi sempre direttamente nei testi legislativi originari.
E noi, sportivi dilettanti, ne sappiamo qualcosa...
Praticità d'uso? Necessità di semplificare quelle che sono in realtà norme complicate anche per un giurista?
A ognuno di voi la risposta, sta di fatto che la recente riforma del "Terzo Settore" il cui impianto normativo è entrato in vigore ad agosto 2017 ma la cui concreta applicazione è subordinata all'emanazione di circa trenta decreti ministeriali non ha fatto altro che confermare l'abitudine italica del "complicare per semplificare".
Nata per creare una sorta di armonizzazione del variegato mondo del cosidetto "Terzo Settore" la riforma si è caratterizzata per l'emanazione di un Codice di norme uniformi per tutti gli enti, abrogative di singoli impianti come quello della legge sul volontariato e quello sulle associzioni di promozione sociale o dell'impresa sociale.
Ha salvaguardato (guarda caso) le norme in vigore per la disciplina dello svolgimento in forma associata dell'attività sportiva dilettantistica.
Non è stata prevista infatti una categoria specifica di ETS (Enti del Terzo Settore) svolgenti attività sportiva.
Ma come, direte voi, non facciamo parte del cosidetto "Terzo Settore"?
Certo che si: le associazioni sportive potranno sempre rientrare nella categoria delle attività di "interesse generale" aventi valenza sociale e richiedere l'iscrizione al futuro Registro Nazionale del Terzo Settore la cui costituzione è prevista intorno al mese di febbraio 2019.
Ma cosa comporta la decisione di entrarci o meno? E cosa ne sarà delle tante associazioni sportive che hanno partita IVA e che operano fiscalmente con la famosa legge numero 398 del 1991 che prevede come molti di voi sanno un regime a forfait molto favorevole?
Ne parliamo con il dott. Massimiliano Froso, commercialista in Genova ed esperto di non profit e associazionismo sportivo.
- Sarà obbligatorio per le Associazioni Sportive Dilettantistiche iscriversi al nuovo Registro Nazionale del Terzo Settore ?
- "No, non è un obbligo al momento attuale - risponde il commercialista - in quanto le norme che disciplinano questo tipo di organizzazione rimangono in vigore. Il discorso cambia se la ASD è anche Associazione di Promozione Sociale (APS), in tal caso se vuole continuare ad essere considerata APS e godere delle agevolazioni tributarie deve iscriversi".
- In breve se ci si vorrà iscrivere cosa occorre fare?
- "Innanzitutto programmare una revisione degli Statuti adeguandoli alle norme del nuovo Codice, revisione che sarà possibile con registrazione degli stessi in esenzione da imposte di registro se ci si adegua entro febbraio 2019. Poi aggiornare i propro schemi di bilancio in relazione a quelli che saranno individuati dai decreti ministeriali in quanto gli stessi dovranno essere annualmente depositati al Registro"
- Uno dei grandi vantaggi della legge in vigore prima della riforma per le ASD riguarda il trattamento fiscale dei compensi per gli istruttori o i tecnici o comunque per gli addetti direttamente all'attività sportiva dilettantistica. Rimarrà in vigore anche per le ASD che diventano anche ETS?
- "Al momento - risponde il dott. Froso - il grande vantaggio della esenzione da imposte sino a 10.000 euro annui (dal 1 gennaio 2018) non è cosi sicuro che rimanga in piedi se ci si iscrive al Registro. Attendiamo chiarimenti."
- Di primo acchito ci pare che poi non ci sia tutta questa convenienza a diventare ETS....
- "Si al momento in effetti pare proprio cosi per le ASD...anche perchè se non cambiano le norme gli ETS avranno dei parametri rigidi per le retribuzioni del personale dipendente e dei prestatori di lavoro autonomo, parametri che adesso le ASD non applicano"
- Se si diventa ETS si dovrà continuare ad essere iscritti al Registro del CONI?
- "Certamente si"
- Arriviamo alla Legge 398 del 1991, quella che molte associazioni sportive con partita IVA applicano al proprio fatturato annuo. Rimane in vita?
- "Si, rimane in vita ma solo per le ASD che non diventeranno ETS. Gli ETS con partita IVA avranno infatti un regime fiscale, sempre forfettario, meno vantaggioso rispetto a quello previsto dalla legge 398 del 1991"
- Un ETS che presenta un bilancio annuo per piu' anni consecutivi con maggiori entrate da attività commerciali (fatturato) rispetto a quelle legate alle attività sportive può vedere contestata la natura non profit della propria mission. E per le ASD?
- "Fortunatamente - risponde il dott. Froso - le ASD sono tra i pochi soggetti che non sono destinatari di questa norma e possono continuare ad avere introiti da attività commerciali ben maggiori rispetto a quelli connessi direttamente all'attività sportiva come quote di iscrizione, contributi per i corsi sportivi ecc....".
- Infine un cenno alle nuovissime Società Sportive Dilettantistiche Lucrative.
- "Si è una novità importante perche anche se è vero che da qualche anno esisteva già la possibilità di svolgere attività sportiva con una forma giuridica di società di capitali (quindi a scopo di lucro) solo dal 1 gennaio 2018 viene prevista la costituzione di una forma di società che in tutto e per tutto gode dei vantaggi delle ASD ma con una responsabilità diversa dei soci/amministratori e con una disciplina giuridica tipica delle società di capitali (scopo di lucro ad esempio e controllo del capitale societario). Rimane l'iscrizione al Registro CONI e la possibilità di applicare la normativa tributaria di favore prevista per le ASD".












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