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DIPLOMA GINNASTICA POSTURALE

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Tags: Formazioneginnasticaposturaleconrilasciodeldiploma
CORSO PER ISTRUTTORE DI GINNASTICA POSTURALE

Sabato e Domenica 09-10 Marzo
presso TIME TO FITNESS CENTRO SPORTIVO

Gli argomenti trattati, atti alla formazione di una figura professionale valida, spaziano dall'organizzazione della postura alle proposte operative ed esercizi per l'integrazione posturo-cinetica, in 2 solo giorni di full immersion validi per il conseguimento del DIPLOMA.

Il corso di Istruttore Ginnastica Posturale è riconosciuto da MSP ITALIA (Ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI).

La quota di partecipazione al corso è di 199,00 euro, da versare su IBAN di MSP comitato cittadino di Treviso, almeno 15 giorni prima dell'inizio del corso. Alla quota di partecipazione sono da aggiungere € 45,00 per il Diploma Nazionale e tesserino istruttore.

La durata del corso è di un fine settimana. Il Sabato le lezioni si svolgeranno dalle 10.00 alle 18.00 con un intervallo per pausa pranzo. La Domenica le lezioni si terranno dalle 10.00 alle 17.00 circa. Eventuali variazioni di orario verranno tempestivamente comunicate allo studente.

Al termine del corso è previsto un test finale per il rilascio dell'attestato.

Gli orari (sabato):
10:00 - 11:00  Registrazione
11:00 - 13:00: Formazione
13:00 - 14:00: Pausa pranzo
14:00 - 18:00: Formazione

Gli orari (domenica):
10:00 - 13:00: Formazione
13:00 - 14:00: Pausa pranzo
14:00 - 16:00: Formazione
16:00 - 17:00: Esame

Per iscrizioni e informazioni:
📬 Sede Piazza IV Novembre, 2 Conegliano
📩 info info@msptreviso.it
📲 Tel 0438 173 6757 o Wapp 351 917 9898




RICEVUTE EMESSE DA ASSOCIAZIONI

Pubblicato da in BUROCRAZIA asd/ssd/circoli ·
Tags: Ricevuteemessedaassociazioni
L'attività istituzionale delle associazioni è non commerciale, se inerente agli scopi associativi e svolta verso i soci. Quindi è attività istituzionale, ad esempio, l'attività culturale svolta da un'associazione culturale, l'attività sportiva svolta da una ASD, l'attività socio-sanitaria svolta da una onlus. I corrispettivi che l'ente riceve dai soci per tali attività non sono soggetti a tassazione e sono esenti anche da IVA.

Nel ricevere questi corrispettivi l'associazione dovrà rilasciare solo una ricevuta non fiscale. Modelli di queste ricevute si vendono a blocchetti in qualsiasi negozio di materiale per ufficio. La ricevuta dovrà riportare la denominazione, i dati e il codice fiscale dell'associazione, la data, la causale, la somma ricevuta, il nome del socio che paga, la firma del responsabile dell'associazione che compila la ricevuta. Ricordiamo ancora che non si tratta di una fattura, ma di una semplice ricevuta.
Le ricevute dovranno essere conservate presso la sede dell'associazione. Conservare le ricevute sarà inoltre utile per compilare il bilancio di fine anno, che dovrà riportare le voci di entrate e di spese dell'associazione.
Nel caso l'associazione svolga anche attività commerciale, ad esempio attività a pagamento verso terzi non soci, per i corrispettivi ricevuti da tale attività dovrà emettere fattura e quindi essere titolare di una Partita Iva.



REGISTRO CONI 2.0 UN ANNO DI CAMBIAMENTI

Pubblicato da in BUROCRAZIA asd/ssd/circoli ·
Tags: RegistroConi2.0aggiornamenti
Con questa guida indichiamo quali sono i requisiti per le associazioni e Comitati periferici previsti dalla delibera CN n° 1574/2017.

Di Dott.ssa Alessandra Caligaris – Segretaria nazionale MSP Italia.

Il 2019 sarà un anno di moltissimi cambiamenti non solo per le associazioni, ma anche per i nostri comitati periferici, infatti ci saranno ulteriori obblighi a cui ottemperare.

Per far ciò la Segreteria Nazionale già si sta muovendo al fine di rendere più agevole al trapasso al registro 2.0 per questo verranno inviate costanti comunicazioni a tutte le nostre strutture per mettersi in regola, il tutto dovrà avvenire entro il 31/12/2018
Per questo è importante che per ogni società o associazione affiliata vengano verificati i requisiti previsti dalla delibera CN n° 157/2017 e quindi che l’anagrafica
Tesseramento degli atleti
Almeno 10 atleti totali
Per ogni singolo tesserato il programma procederà al controllo del codice fiscale, quindi per tutti gli stranieri è necessario che gli stessi siano in possesso di una anagrafica fiscale .esistente
Documentazione dell’associazione in regola
Atto costitutivo e statuto (stessa registrazione dell’Agenzia delle Entrate) obbligatorio
Statuto (registrazione diversa da quella dell’atto costitutivo ) obbligatorio se non inserito nell’Atto Costitutivo e diverso caricato nell’atto costitutivo.



CERTIFICATO MEDICO? NOVITA!

Pubblicato da in BUROCRAZIA asd/ssd/circoli ·
Tags: cetificatimediciasd
Facciamo un poco di chiarezza sui certificati medici nelle ASD.
Nessun certificato da 0 a 6 anni
Esclusi da certificazione i bimbi fino a 6 anni! Novità dell’ultim’ora voluta dal ministro della Salute, di concerto con il Ministro dello Sport, con il Decreto datato 28 febbraio 2018, che indica precisamente che «Non sono sottoposti ad obbligo di certificazione medica, per l’esercizio dell’attività sportiva in età prescolare, i bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, ad eccezione dei casi specifici indicati dal pediatra».
Il decreto nasce da una richiesta della Federazione Italiana dei Medici Pediatri (F.I.M.P.), la quale ritiene che in per soggetti il certificato medico sia un onere evitabile e che, pertanto, la abolizione dell’obbligo favorisca la promozione dell’attività fisica ed un risparmio economico per i cittadini e per lo Stato Italiano.
Considerando che i bambini in età prescolare sono già sottoposti a costanti controlli e periodici bilanci di salute da parte del pediatra di famiglia, li si considera idonei all’attività fisica salvo casi particolari che sono già ampiamente noti al pediatra di libera scelta.
Le disposizioni del CONI
Il Comitato Olimpico Nazionale, in ottemperanza a quanto previsto dal Ministero della Salute, ha emanato il 10 giugno 2016, una circolare con le indicazioni necessarie ad unificare la normativa delle certificazioni mediche (qui il documento) Queste regole devono essere seguite dalle Federazioni Sportive Nazionali, dalle Discipline Sportive Associate e dagli Enti di Promozione Sportiva ed a cascata tutte le ASD.
Nello specifico la circolare del CONI ha creato tre categorie ognuna legata ad una specifica certificazione:
a) tesserati che svolgono attività sportive regolamentate, obbligati a certificazione agonistica o non secondo quanto deciso dall’ente a cui si è affilati.
b) tesserati che svolgono attività sportive che non comportano impegno fisico, dove il certificato è solo raccomandato per quelle attività messe in apposito elenco (quali il Tiro, Bridge, Dama, Scacchi ed altre a ridotto impatto fisico);
c) tesserati che non svolgono alcuna attività sportiva, che non necessitano di alcun certificato perché definiti “non praticanti” ed inseriti in apposita categoria della FSN, DSA, EPS.
Dopo questa lunga spiegazione dell’intricato mondo dei certificati, veniamo alle nostre indicazioni
Riassumendo la storia, ogni ASD deve verificare tramite la Federazione, DSA o EPS quale sia il giusto certificato da richiedere ai propri soci basandosi su questi principi:
1. Atleta agonista: se pratica attività ad un livello che la FSN, DSA, EPS di appartenenza abbia definito di alto agonismo ed impegno fisico. Deve dotarsi del certificato per sport agonistico rilasciato da un medico dello sport.
2. Sportivo non agonista: se l’attività a cui prende parte non rientra nell’agonismo. In questa categoria rientrano tutti coloro che prendono parte a corsi non finalizzati alla competizione, lo sport fatto a livello ricreativo, per il proprio piacere personale. Si rientra in questa categoria se si è tesserati a FSN, DSA, EPS. In questo caso è necessario il certificato “di sana e robusta costituzione”.
3. Ludico-sportivo: in questa categoria rientrano tutte le persone che fanno sport per diletto e svago, senza essere tesserati ad alcun organismo o rientranti nella categoria “non praticanti”, se prevista dall’ente ai cui si è tesserati. Non è necessario alcun certificato medico.




TERZO SETTORE: le novità per ASD

Pubblicato da in BUROCRAZIA asd/ssd/circoli ·
Tags: TerzoSettore:lenovitàperleASD
ASD, ETS, SSD, SSDL: certamente il legislatore italiano non pecca nell'utilizzo degli acronimi, ormai inseriti quasi sempre direttamente nei testi legislativi originari.
E noi, sportivi dilettanti, ne sappiamo qualcosa...
Praticità d'uso? Necessità di semplificare quelle che sono in realtà norme complicate anche per un giurista?
A ognuno di voi la risposta, sta di fatto che la recente riforma del "Terzo Settore" il cui impianto normativo è entrato in vigore ad agosto 2017 ma la cui concreta applicazione è subordinata all'emanazione di circa trenta decreti ministeriali non ha fatto altro che confermare l'abitudine italica del "complicare per semplificare".
Nata per creare una sorta di armonizzazione del variegato mondo del cosidetto "Terzo Settore" la riforma si è caratterizzata per l'emanazione di un Codice di norme uniformi per tutti gli enti, abrogative di singoli impianti come quello della legge sul volontariato e quello sulle associzioni di promozione sociale o dell'impresa sociale.
Ha salvaguardato (guarda caso) le norme in vigore per la disciplina dello svolgimento in forma associata dell'attività sportiva dilettantistica.
Non è stata prevista infatti una categoria specifica di ETS (Enti del Terzo Settore) svolgenti attività sportiva.
Ma come, direte voi, non facciamo parte del cosidetto "Terzo Settore"?
Certo che si: le associazioni sportive potranno sempre rientrare nella categoria delle attività di "interesse generale" aventi valenza sociale e richiedere l'iscrizione al futuro Registro Nazionale del Terzo Settore la cui costituzione è prevista intorno al mese di febbraio 2019.
Ma cosa comporta la decisione di entrarci o meno? E cosa ne sarà delle tante associazioni sportive che hanno partita IVA e che operano fiscalmente con la famosa legge numero 398 del 1991 che prevede come molti di voi sanno un regime a forfait molto favorevole?
Ne parliamo con il dott. Massimiliano Froso, commercialista in Genova ed esperto di non profit e associazionismo sportivo.
- Sarà obbligatorio per le Associazioni Sportive Dilettantistiche iscriversi al nuovo Registro Nazionale del Terzo Settore ?
- "No, non è un obbligo al momento attuale - risponde il commercialista - in quanto le norme che disciplinano questo tipo di organizzazione rimangono in vigore. Il discorso cambia se la ASD è anche Associazione di Promozione Sociale (APS), in tal caso se vuole continuare ad essere considerata APS e godere delle agevolazioni tributarie deve iscriversi".
- In breve se ci si vorrà iscrivere cosa occorre fare?
- "Innanzitutto programmare una revisione degli Statuti adeguandoli alle norme del nuovo Codice, revisione che sarà possibile con registrazione degli stessi in esenzione da imposte di registro se ci si adegua entro febbraio 2019. Poi aggiornare i propro schemi di bilancio in relazione a quelli che saranno individuati dai decreti ministeriali in quanto gli stessi dovranno essere annualmente depositati al Registro"
- Uno dei grandi vantaggi della legge in vigore prima della riforma per le ASD riguarda il trattamento fiscale dei compensi per gli istruttori o i tecnici o comunque per gli addetti direttamente all'attività sportiva dilettantistica. Rimarrà in vigore anche per le ASD che diventano anche ETS?
- "Al momento - risponde il dott. Froso - il grande vantaggio della esenzione da imposte sino a 10.000 euro annui (dal 1 gennaio 2018) non è cosi sicuro che rimanga in piedi se ci si iscrive al Registro. Attendiamo chiarimenti."
- Di primo acchito ci pare che poi non ci sia tutta questa convenienza a diventare ETS....
- "Si al momento in effetti pare proprio cosi per le ASD...anche perchè se non cambiano le norme gli ETS avranno dei parametri rigidi per le retribuzioni del personale dipendente e dei prestatori di lavoro autonomo, parametri che adesso le ASD non applicano"
- Se si diventa ETS si dovrà continuare ad essere iscritti al Registro del CONI?
- "Certamente si"
- Arriviamo alla Legge 398 del 1991, quella che molte associazioni sportive con partita IVA applicano al proprio fatturato annuo. Rimane in vita?
- "Si, rimane in vita ma solo per le ASD che non diventeranno ETS. Gli ETS con partita IVA avranno infatti un regime fiscale, sempre forfettario, meno vantaggioso rispetto a quello previsto dalla legge 398 del 1991"
- Un ETS che presenta un bilancio annuo per piu' anni consecutivi con maggiori entrate da attività commerciali (fatturato) rispetto a quelle legate alle attività sportive può vedere contestata la natura non profit della propria mission. E per le ASD?
- "Fortunatamente - risponde il dott. Froso - le ASD sono tra i pochi soggetti che non sono destinatari di questa norma e possono continuare ad avere introiti da attività commerciali ben maggiori rispetto a quelli connessi direttamente all'attività sportiva come quote di iscrizione, contributi per i corsi sportivi ecc....".
- Infine un cenno alle nuovissime Società Sportive Dilettantistiche Lucrative.
- "Si è una novità importante perche anche se è vero che da qualche anno esisteva già la possibilità di svolgere attività sportiva con una forma giuridica di società di capitali (quindi a scopo di lucro) solo dal 1 gennaio 2018 viene prevista la costituzione di una forma di società che in tutto e per tutto gode dei vantaggi delle ASD ma con una responsabilità diversa dei soci/amministratori e con una disciplina giuridica tipica delle società di capitali (scopo di lucro ad esempio e controllo del capitale societario). Rimane l'iscrizione al Registro CONI e la possibilità di applicare la normativa tributaria di favore prevista per le ASD".



FATTURA ELETTRONICA ASSOCIAZIONI ASD

Pubblicato da in BUROCRAZIA asd/ssd/circoli ·
Tags: Fatturaelettronica
Precisazioni in merito alla fatturazione elettronica per le ASSOCIAZIONI ASD

Come ormai è noto dal primo gennaio è entrato in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica, per quanto riguarda le ASD e le associazioni culturali, le bande musicali ecc., anche con partita IVA con regime forfettario di cui alla legge 398, sino a 65.000,00 euro sono esenti dalla fatturazione elettronica per cui non è necessario recarsi all’Agenzia delle Entrate per farsi rilasciare il PIN. Pertanto tutte le associazioni di cui sopra potranno continuare ad emettere le fatture in cartaceo e pretendere dai propri fornitori che gli venga rilasciato la fattura cartacea cosa che è sempre stato fatto.



VUOI APRIRE UN ASSOCIAZIONE? PENSIERO NOSTRO!!!

Pubblicato da in BUROCRAZIA asd/ssd/circoli ·
Tags: Aprireunassociazione!
NON PUOI DISTRARTI DALLA TUA PASSIONE!!!
PENSIAMO NOI ALLA BUROCRAZIA E TU PUOI PRATICARE SERENAMENTE IL TUO SPORT PREFERITO!

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AGGIORNAMENTO CONI

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Tags: Gestionelegaleefiscaleassociazioni
🏁AFFILIAZIONE E TESSERAMENTI 2019🏁

📝Alcuni dei SERVIZI che offriamo:
📍 affiliazione ente di promozione sportiva MSP ITALIA/CONI
📍 tesseramento MSP ITALIA (consegna documenti e tessere a domicilio)
📍 consulenza sulle normative Coni legali e fiscali

📝Si prega di contattare per avere ulteriore informazioni e per creare un
   appuntamento con un nostro consulente, che concorderà direttamente
   presso la vostra sede senza alcun tipo di impegno.

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AGEVOLAZIONI FISCALI

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🏁AFFILIAZIONE E TESSERAMENTI 2019🏁

📝Alcuni dei SERVIZI che offriamo:
📍 affiliazione ente di promozione sportiva MSP ITALIA/CONI
📍 tesseramento MSP ITALIA
📍 consulenza fiscale e legale

📝Si prega di contattare per avere ulteriore informazioni e per creare un
   appuntamento con un nostro consulente, che concorderà direttamente
   presso la vostra sede senza alcun tipo di impegno.

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MARCHE DA BOLLO? NOVITA' 2019

Pubblicato da in BUROCRAZIA asd/ssd/circoli ·
Tags: marcadabolloperassociazioni
Esenzione imposta di bollo per a.s.d. e s.s.d.
A decorrere dal 2019 le a.s.d. e s.s.d. sono esonerate dall'imposta di bollo.
Il comma 646 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, ha modificato l'art. 27 bis della tabella di cui all'allegato B annesso al d.p.r. 26/10/1972 n. 642, estendendo anche alle "associazioni e società sportive dilettantistiche senza fini di lucro riconosciute dal Coni" l'esenzione da bollo fino all'anno scorso applicabile solo alle Federazioni sportive e agli Enti di promozione sportiva.
Dal primo gennaio 2019 gli atti, documenti, istanze, contratti nonché copie anche se dichiarate conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni poste in essere o richieste da associazioni sportive dilettantistiche e società sportive dilettantistiche saranno esenti da bollo.
In particolare, rientrano tra i documenti esenti da bollo anche le ricevute per indennità, rimborsi spese analitici, rimborsi spese forfettari, richiesti a fronte di somme erogate da associazioni e società sportive dilettantistiche trattandosi di "documentazione necessaria ai fini dell'esecuzione dei rimborsi.





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